Quarant’anni di silenzio.
Quarant’anni o quasi senza The Prisoners, che finalmente sono tornati tra noi con un nuovo disco. Reunion a sorpresa per Graham Day, James Taylor, Alan Crockford e Johnny Simmons, anzi, un vero e proprio colpo di scena per una delle band degli anni 80 più amate dai fan. The Prisoners con “Morning Star” hanno dato vita ad un disco carico di energia e creatività, sorprendente e coinvolgente; sembra proprio che gli anni non siano passati, e che oggi come allora possiamo godere di un act che si muove agilmente tra suggestioni soul beat, garage, psichedelia, northern soul, con rimandi agli Who e agli Small Faces, insomma un vero e proprio paradiso Mod. Tutti i quattordici brani sono superbi, potrei citare “Something Better” o “Going Back” che cita gli Who, ma credete, la cosa migliore da fare è prendere il disco, metterlo su e ascoltarlo, non serve altro.
L’unico grande rimpianto è che il brit pop, di cui i Prisoners, insieme ai Charlatans e agli Stone Roses, sono stati precursori, non abbia preso questa direzione, limando l’energia e l’urgenza che queste band avevano.
Boomer track: “Going Back”
Boomer taste: 👴👴👴👴👴

Nessun commento:
Posta un commento