I primi cinque minuti di “Third” sono un “pussa via brutta bertuccia” per togliersi dal cazzo chi considerava gente come Rick Wakeman il non plus ultra del progressive; io posso solo consigliarvi di rimanere dopo quei cinque minuti di rumorismo estremo, poi per la gratitudine mi offrirete colazione, pranzo e cena.
In “Third” svetta “Moon in June”, il pezzo scritto e cantato da Robert Wyatt, capolavoro assoluto della musica creata nel XX secolo.
Se pensate che questo album sia da etichettare in quella specie di progressive baraccone e parruccone caratterizzato da suite pseudo-sinfoniche, che cercavano di conferire al rock un’aura accademica che faceva tanto chic ai tempi della mia adolescenza, fate un’offesa non solo a voi stessi ma anche ai Soft Machine e al disco stesso, il quale resta un capolavoro a tutt’oggi insuperato e forse insuperabile, che va oltre anche ai pur grandi King Crimson. Un album fecondativo, altro che seminale. Occhio che se ci cascate dentro poi non ne uscirete più.
Boomer track: “Moon in June”
Boomer taste 👴👴👴👴👴

Nessun commento:
Posta un commento